{"id":4855,"date":"2025-10-06T15:14:09","date_gmt":"2025-10-06T13:14:09","guid":{"rendered":"https:\/\/leserre.co\/?post_type=eventi&#038;p=4855"},"modified":"2025-11-11T13:39:01","modified_gmt":"2025-11-11T11:39:01","slug":"beneath-mirror-waves%ef%bf%bc%ef%bf%bc","status":"publish","type":"eventi","link":"https:\/\/leserre.co\/%eventi-slug%\/beneath-mirror-waves%ef%bf%bc%ef%bf%bc\/","title":{"rendered":"Beneath the Mirror Waves"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Beneath the Mirror Waves<\/strong>&nbsp;\u00e8 un\u2019installazione interattiva che unisce ecologia, arte e tecnologia. Al suo centro si trova l\u2019ostrica giapponese (<em>Crassostrea gigas<\/em>), specie non autoctona dell\u2019Adriatico settentrionale, intesa come agente sensibile dei cambiamenti marini e come portatrice di una memoria sia materiale sia comportamentale. I sensori applicati alle ostriche viventi registrano i ritmi della loro apertura e chiusura, rivelando cos\u00ec il loro stato fisiologico e, indirettamente, le condizioni dell\u2019ecosistema marino. Questi ritmi vengono tradotti in un linguaggio visivo e sonoro che rende percepibili processi altrimenti invisibili sotto la superficie del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019installazione si presenta come un corpo scultoreo sul quale il visitatore si sdraia nella postura di un nuotatore. Nella parte anteriore della struttura, uno schermo mostra la narrazione visiva, accompagnata da cuffie e vibrazioni di basso che mettono in risonanza il corpo umano con i ritmi delle ostriche. Oltre al livello dei dati, il progetto include anche una dimensione materiale: i gusci scartati delle ostriche vengono trasformati in nuovi materiali artistici, condensando le loro risposte ambientali in forma, tessitura e ritmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto si interroga su come la pratica artistica possa diventare uno strumento per documentare e interpretare l\u2019instabilit\u00e0 ecologica. Crea uno spazio risonante di interdipendenza, dove l\u2019essere umano respira al ritmo delle ostriche e dove la memoria non umana confluisce nell\u2019esperienza umana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Artisti:<\/strong><br>&#8211; Marko Vivoda<br>&#8211; Luka Frelih<br>&#8211; Luka Murovec<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scienziati marini:<\/strong><br>&#8211; Ludovic Quinault (Molluscan Eye)<br>&#8211; dott. Jean-Charles Massabuau (scienziato capo, Molluscan Eye)<br>&#8211; dott.ssa Manja Rogelja (direttrice dell\u2019Acquario di Pirano)<br>&#8211; dott.ssa Vesna Flander Puterle (Stazione di ricerca marina)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sound design:<\/strong><br>Mauricio Vald\u00e9s San Emeterio<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Porto di Capodistria:<\/strong><br>&#8211; Jure Barovi\u010d (sviluppo sostenibile)<br>&#8211; dott.ssa Franka Cepak (sviluppo sostenibile)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PiNA:<\/strong><br>&#8211; Ana Marke\u017ei\u010d (catalizzatrice di innovazione)<br>&#8211; Borut Jerman (responsabile dell progetto)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Beneath the Mirror Waves&nbsp;\u00e8 un\u2019installazione interattiva che unisce ecologia, arte e tecnologia. Al suo centro si trova l\u2019ostrica giapponese (Crassostrea gigas), specie non autoctona dell\u2019Adriatico settentrionale, intesa come agente sensibile dei cambiamenti marini e come portatrice di una memoria sia materiale sia comportamentale. I sensori applicati alle ostriche viventi registrano i ritmi della loro apertura [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":4963,"template":"","acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leserre.co\/wp-json\/wp\/v2\/eventi\/4855"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leserre.co\/wp-json\/wp\/v2\/eventi"}],"about":[{"href":"https:\/\/leserre.co\/wp-json\/wp\/v2\/types\/eventi"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leserre.co\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4963"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leserre.co\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}