Il cemento è il materiale più diffuso al mondo dopo l’acqua. Ogni giorno vengono colate tonnellate di calcestruzzo sulla superficie che abitiamo. Case, scuole, ponti, aeroporti, strade. A pensarci bene è una delle presenze a noi più familiari. Ci era accanto nell’ospedale in cui siamo nati, era con noi nel nostro primo giorno di scuola o durante il nostro primo colloquio di lavoro, dall’antica Roma ad oggi è diventato, che lo vogliamo o no, elemento costitutivo del paesaggio.
Eppure, nonostante questa presenza e pervasività, noi il cemento non lo conoscevamo affatto. È per questo che abbiamo deciso di coinvolgere nella nostra ricerca le studentesse e gli studenti della scuola edile di Udine, ragazze e ragazzi che del cemento ne fanno materia di studio.
Assieme a loro abbiamo iniziato a prendere confidenza con il materiale, a capirne le caratteristiche e il potenziale per poi spingere la nostra sperimentazione verso un utilizzo “nuovo” cercando di forzare il confine dentro il quale siamo soliti immaginarlo e provare ad utilizzarlo come elemento creativo, seguendo le tracce di altri artisti che prima di noi hanno sperimentato con questo materiale.
Quello che qui mostriamo è il processo e il risultato di questa sperimentazione collettiva, sono foto e manufatti che cercano di raccontare il percorso intrapreso e i risultati ottenuti.
È stato un lavoro collettivo in cui abbiamo sperimentato come il cemento oltre che materiale da costruzione può diventare materia di relazione.