Materia abitata—Chiarot/Drudi

stay in touch with us

Altrememorie

stay in touch with us

08.03.2026

stay in touch with us

Il cemento è il materiale più diffuso al mondo dopo l’acqua. Ogni giorno vengono colate tonnellate di calcestruzzo sulla superficie che abitiamo. Case, scuole, ponti, aeroporti, strade. A pensarci bene è una delle presenze a noi più familiari. Ci era accanto nell’ospedale in cui siamo nati, era con noi nel nostro primo giorno di scuola o durante il nostro primo colloquio di lavoro, dall’antica Roma ad oggi è diventato, che lo vogliamo o no, elemento costitutivo del paesaggio.

Eppure, nonostante questa presenza e pervasività, noi il cemento non lo conoscevamo affatto. È per questo che abbiamo deciso di coinvolgere nella nostra ricerca le studentesse e gli studenti della scuola edile di Udine, ragazze e ragazzi che del cemento ne fanno materia di studio.

Assieme a loro abbiamo iniziato a prendere confidenza con il materiale, a capirne le caratteristiche e il potenziale per poi spingere la nostra sperimentazione verso un utilizzo “nuovo” cercando di forzare il confine dentro il quale siamo soliti immaginarlo e provare ad utilizzarlo come elemento creativo, seguendo le tracce di altri artisti che prima di noi hanno sperimentato con questo materiale. 

Quello che qui mostriamo è il processo e il risultato di questa sperimentazione collettiva, sono foto e manufatti che cercano di raccontare il percorso intrapreso e i risultati ottenuti.

È stato un lavoro collettivo in cui abbiamo sperimentato come il cemento oltre che materiale da costruzione può diventare materia di relazione.


INFORMAZIONI

Residenza: Formedil Udine, 09—13.12.2025
A cura di: Nausicaa Giulia Bianchi / Zeroidee APS

Restituzione: Domenica 08.03.2026, ore 11:00
Le(Serre, Strada dell’Artigiano 26/7, Basaldella — UD

Ingresso libero

Giovanni Chiarot è fotografo e filmmaker.
Dopo gli studi di fotografia presso l’Istituto Europeo di Design, approfondisce il linguaggio documentario frequentando un corso di regia con Andrea Segre.
Nel biennio 2024/2025 è tra i fotografi selezionati per il programma di fotografia autoriale curato da Nausicaa Giulia Bianchi.
La sua ricerca indaga la relazione tra essere umano, paesaggi periferici e nuove tecnologie, con una pratica che si sviluppa prevalentemente attraverso il grande formato.

Diego Drudi (1979) è nato a Pesaro, Italia.
Nel 2010, dopo aver frequentato la John Kaverdash di Milano, inizia a collaborare con l’agenzia LuzPhoto, occupandosi di reportage per riviste nazionali e internazionali.
Dal 2018, si occupa di progetti a lungo termine che hanno come ricerca comune il rapporto dell’uomo con la natura e la sua visione antropocentrica.
Con i suoi lavori ha partecipato a festival e premi fotografici.
Dal 2024 segue il programma biennale di studi di The Soul and the Machine.

SCOPRI DI PIÙ

PRENOTA

SCARICA PDF

Promosso da

Con il contributo di
       

A cura di