Fantarombo nasce dall’interazione tra sintesi modulare, ambienti MIDI e dispositivi sonori open-source, organizzati come una rete di elementi con diversi gradi di autonomia.
Sequenze e cicli seguono logiche temporali differenti, si sovrappongono, slittano ed entrano in interferenza, producendo configurazioni che possono essere orientate senza essere completamente definite. Il lavoro agisce sulle condizioni attraverso cui questi elementi si influenzano, si accumulano o si sottraggono, lasciando spazio alla casualità e a forme di instabilità controllata.
Dal vivo, questa struttura rimane permeabile al contesto in cui viene proposta. Acustica, disposizione dello spazio, sistema di diffusione, presenza e composizione del pubblico possono modificarne densità, scala, dinamiche e sviluppo. Fantarombo può così assumere la forma di un live concentrato oppure espandersi in una situazione di più lunga durata, mantenendo una riconoscibile identità sonora e lasciando che ogni esecuzione trovi il proprio equilibrio tra rarefazione, tensione poliritmica e intensità fisica.
Una musica di comportamenti irrisolti, sospesa tra un ottimismo tecnologico ormai obsoleto, sistemi immaginari e folklore digitale in avaria.